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Rodiola rosea

 
RODIOLA ROSEA

STORIA
La Rhodiola rosea, anche conosciuta come “golden root” (radice dorata) è un membro della famiglia delle piante Crassulacee, indigena delle regioni polari artiche della Siberia orientale.
Cresce ad altitudini di 3.000 - 5.000 metri sul livello del mare e raggiunge un’altezza di quasi 75 cm.
I suoi fiori gialli profumano di rosa, da cui il nome “rosea”.
Nonostante la Rhodiola rosea sia una delle piante medicinali più affascinanti del mondo, è stata quasi sconosciuta fino a non molto tempo fa. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che, nonostante i suoi straordinari benefici medicinali, l’intensiva ricerca condotta sull’estratto standardizzato è stata considerata un segreto militare Sovietico.
L’uso della Rhodiola ha una storia leggendaria per il miglioramento della salute e della longevità, la quale è stata tramandata di generazione in generazione. In Siberia ed in Georgia si dice che le persone che bevono regolarmente tè di Rhodiola vivranno per più di un secolo. Nella leggendaria medicina popolare siberiana, le radici di Rhodiola rosea sono usate per aumentare la resistenza fisica, per prevenire i malori dovuti alle alte quote e per diminuire depressione e fatica.
Gli imperatori cinesi utilizzavano il “golden root” per curare un’ampia varietà di malattie diverse. Per molti secoli inviavano spedizioni nella Siberia orientale con il compito di trovare gli alti e selvaggi luoghi dove cresceva il “golden root”.
La Rhodiola fu illegalmente esportata dalla Russia in molti paesi ed i metodi di preparazione di questa pianta furono segretamente tramandati di generazione in generazione.
La Rhodiola rosea è una delle erbe medicinali più popolari in Asia. In tali Paesi, il tè di Rhodiola fu considerato uno dei migliori trattamenti contro raffreddori ed influenze durante il lungo e freddo inverno asiatico. I medici mongoli prescrivevano l’estratto di Rhodiola per il trattamento della tubercolosi e del cancro. Nel 1931 il botanico e nutrizionista Dr. L. Utkin, scoprì che la Rhodiola rosea aumentava la potenza sessuale. Le sue ricerche coincidevano con le tradizioni popolari siberiane, che volevano tale pianta somministrata alle coppie prima del matrimonio, per favorire la nascita di bambini sani.
Nel 1947 lo scienziato russo Prof Lasarev, dalla Far-East Academy of Sciences (USSR) a Vladivostock, riportò che estratti di alcune piante indigene della Siberia aiutavano ad aumentare in modo naturale la resistenza del corpo umano a diversi stress ambientali.
Nel 1958 l’emergente scienziato sovietico Dr. Brekhman introdusse l’importante concetto di “adattogeno”. I componenti di tale categoria sono in grado di migliorare la resistenza dell’uomo a disordini legati agli stress ed aumentare in generale la capacità di adattamento.
In quel tempo la maggior parte delle ricerche sugli adattogeni erano dirette allo studio dell’ Eleuterococco (Siberian Ginseng). Un piccolo gruppo scientifico del Centro Siberiano della Accademia Sovietica delle Scienze, decise tuttavia di indirizzare le proprie ricerche verso un’altra pianta siberiana: la Rhodiola rosea.
Nel 1961 alcuni scienziati dell’ Università dello Stato di Tomsk trovarono sui Monti Siberiani delle zone in cui la Rhodiola cresceva abbondante allo stato selvatico, tra 1.500 e 2.700 metri di altezza.
Questa risorsa permise una maggiore disponibilità della pianta per ulteriori ricerche. Nei primi anni ’60, dopo molti anni di ricerche, le informazioni sugli straordinari benefici della Rhodiola rosea furono resi pubblici.
La Rhodiola rosea è molto più che un altro adattogeno dalla Siberia, come l’Eleuterococco, l’Aralia o la Schizandra. Gli estratti di Rhodiola rosea possiedono una straordinaria combinazione di effetti benefici che sono specifici solo di questa pianta, senza effetti collaterali.
I risultati della moderna ricerca intensiva hanno dimostrato che la lunga tradizione di quasi riverenza verso questa straordinaria specie botanica, è scientificamente giustificata.
Studi farmacologici effettuati utilizzando estratti standardizzati di Rhodiola rosea hanno provato essere un potente anti-stress. Parecchi studi clinici con gruppi di controllo placebo ed in doppio cieco hanno dato prove evidenti che la Rhodiola rosea possiede alti livelli di attività terapeutica, senza alcun rilevabile livello di tossicità o effetti collaterali. Essa migliora la forma fisica ed aumenta la resistenza del corpo verso molte malattie, stati di stress fisico e depressione.
Nel 1969 il Ministero della Sanità Russo autorizzò la produzione industriale e l’uso medicinale degli estratti di Rhodiola rosea. Questo dopo aver avuto risultati positivi da oltre trenta anni di sperimentazioni cliniche. La preparazione fu autorizzata per utilizzo medico e registrata con il nome di “Estratto di Rhodiola” per ordine del Ministero della Sanità Russo Nr. 933 del 13 Ottobre 1975.

BENEFICI UNICI DELLA SPECIE RHODIOLA ROSEA
Il Genere Rhodiola conta più di 200 specie in natura, sebbene la Rhodiola rosea è provata essere la più attiva nel trattamento della depressione, stress e nel controllo del peso, inclusa la sua attività unica di attivazione della lipasi adiposa. Tali benefici non sono stati trovati in nessuna altra specie dello stesso Genere.
Le intensive ricerche sovietiche hanno chiaramente stabilito che la composizione chimica e l’attività farmacologica di tutte le piante è un fenomeno fortemente specie dipendente. La composizione chimica e la potenza della stessa pianta è soggetta a significative variazioni stagionali. La stessa pianta raccolta in due differenti stadi di maturazione avrà diverse composizioni chimiche e conseguentemente diverse proprietà fitomedicinali.
I più importanti componenti trovati nella Rhodiola rosea, scientificamente e clinicamente molto attivi sono Rosavina, Rosina, Rosarina e Salidroside.
Le altre specie contengono solamente Salidroside. La Rhodiola rosea è quella che presenta la maggiore attività biologica, per la presenza della Rosavina, standardizzata allo 0.6-1.0% nella Farmacopea Russa.
La presenza di Salidroside è stata ampiamente riportata in molte altre piante, come Salice bianco (Salix),  Rododendro Caucasico, Mirtillo, Kalmia, olive, etc.  

RHODIOLA ROSEA E CONTROLLO DEL PESO CORPOREO
Mentre gli estratti di foglie primaverili di Rododendro caucasico aiutano a bloccare l’assorbimento di grassi in eccesso, la Rhodiola rosea aiuta ad eliminare i grassi in eccesso già assorbiti ed immagazzinati nel corpo.
La maggior parte dei grassi (lipidi) assunti con la dieta si trova nella forma di Trigliceridi, grassi destinati all’accumulo. I Trigliceridi sono acidi grassi esterificati con glicerolo. La riduzione dei grassi alimentari in acidi grassi liberi rappresenta un momento critico nel metabolismo lipidico, perché i Trigliceridi non vengono assorbiti.
I grassi assunti con la dieta devono essere demoliti in acidi grassi liberi per poter essere utilizzati. L’enzima chiave deputato a tale demolizione è chiamato lipasi pancreatica. Esso rompe le molecole dei grassi contenute nei cibi in acidi grassi liberi. Questi ultimi attraversano le membrane intestinali e vengono assorbiti. In assenza dell’enzima lipasi o in caso di blocco della sua attività enzimatica, i grassi alimentari non vengono assorbiti e conseguentemente vengono eliminati con le feci.
Il bloccare l’attività della lipasi risulta quindi essere un utile strumento per ridurre l’assorbimento dei grassi. La lipasi controlla la digestione dei grassi assunti con la dieta, il loro trasporto in vari tessuti e il loro accumulo all’interno delle cellule. Nell’uomo le lipasi sono state trovate nel tratto gastrointestinale, limitatamente alla superficie epiteliale intestinale, e all’interno delle cellule adipose.
Dopo l’assorbimento, gli acidi grassi vengono distribuiti attraverso il sangue. Alcuni di essi vengono catabolizzati a livello dei mitocondri cellulari per produrre energia. La rimanente porzione non utilizzata si accumula in depositi di grasso, rappresentati da un particolare tessuto denominato tessuto adiposo, la cui principale funzione è quella di immagazzinare i grassi e liberare gli acidi grassi quando ve ne sia bisogno.
Il tessuto adiposo è una forma di accumulo energetico molto efficiente. Un adulto con 15 Kg di grasso corporeo ha più di 110.000 Cal di “carburante” immagazzinato, il quale potrebbe erogare 2.000 Cal al giorno per due mesi!
Il grasso immagazzinato può essere osservato semplicemente guardandoci allo specchio. La quantità di grasso accumulato nel nostro corpo dipende da quanto ne assumiamo con la dieta e da quanto viceversa ne bruciamo per produrre energia.
Il risultato è che mentre da un alto è molto facile aumentare di peso, dall’altro è molto difficile perderne.

RHODIOLA ROSEA, CHIAVE VITALE NELLA RIDUZIONE DELL’ACCUMULO DI GRASSO
Il grasso accumulato nel tessuto adiposo è difficilmente riducibile.
Esso è mobilitato dall’azione dell’enzima lipasi. Questa lipasi è un tipo speciale di enzima, diverso dalla lipasi pancreatica presente nell’intestino. È conosciuto come lipasi ormono-sensibile.
La lipasi ormono-sensibile regola con specificità il grasso accumulato nel tessuto adiposo. Per molti anni i ricercatori hanno cercato sostanze naturali che potessero attivare specificatamente la lipasi ormono-sensibile.
Questa particolare ed importante proprietà è stata scoperta nella Rhodiola rosea.
Più di un trentennio di ricerche condotte in Occidente, hanno dato evidenze incontestabili che la somministrazione di Rhodiola rosea, sia a volontari in perfetta salute, sia a pazienti obesi, provoca l’attivazione specifica della lipasi ormono-sensibile e la conseguente mobilitazione di acidi grassi dal tessuto adiposo.
Ricercatori bulgari dimostrarono che la Rhodiola rosea stimola la biosintesi degli ormoni epinefrina, norepinefrina e adrenocorticotropo. Questi tre ormoni attivano l’adenilato-ciclasi a livello di cellule adipose. L’aumentato livello di adenilato-ciclasi, a sua volta, attiva la lipasi ormono-sensibile che gioca un ruolo primario nel catabolismo dei lipidi immagazzinati nel tessuto adiposo.
Gli acidi grassi rilasciati nel sangue alla fine vengono utilizzati dai mitocondri cellulari per produrre energia. Una volta che gli acidi grassi sono liberati dal tessuto adiposo devono essere utilizzati al più presto facendo, ad esempio, un po’ di esercizio fisico.
La Rhodiola rosea aiuta il rilasciamento dell’eccesso di grasso dal tessuto adiposo, rendendo nel contempo disponibili gli acidi grassi per l’utilizzo immediato. A questo punto basta fare un po’ di esercizio per bruciare i detti acidi grassi rilasciati ed il gioco è fatto.

PROVE CLINICHE DEL SUCCESSO DELLA RHODIOLA NEL CONTROLLO DEL PESO CORPOREO
Studi clinici sovietici hanno esaminato il rilascio di acidi grassi in conseguenza della somministrazione di Rhodiola rosea. Il rilascio di acidi grassi è stato misurato a riposo e dopo un’ora di esercizio fisico (bicicletta) su un gruppo di 121 volontari sani (23-65 anni di età). La Rhodiola rosea ha provocato un aumento degli acidi grassi nel sangue in tutte le condizioni fisiologiche testate. Il livello di acidi grassi al tempo zero (espresso come 100%) corrisponde al livello base di acidi grassi:

Acidi grassi totali (percentuale)

 

Tempo zero

Dopo 60 min. a riposo

Gruppo di controllo

100%

102% ± 1.3

Somministrazione Rhodiola r.

100%

109% ± 2.1

Evidentemente la Rhodiola rosea è in grado di mobilitare gli acidi grassi dal tessuto adiposo anche in normali condizioni fisiche. L’effetto è molto più evidente sul gruppo che ha effettuato il test sotto esercizio fisico.

Acidi grassi totali (percentuale)

 

Tempo zero

Dopo 60 min. di esercizio

Gruppo di controllo

100%

119% ± 1.2

Somministrazione Rhodiola r.

100%

172% ± 2.7

L’aumento del 44% del secondo caso rispetto al 6% del primo, dà chiara evidenza che la combinazione di esercizio e Rhodiola rosea è un potente strumento di attivazione della lipasi, con conseguente catabolismo dei grassi di accumulo.
Lo stesso studio clinico ha rivelato che la presenza di Rosavina (presente solo nella Rhodiola rosea) è stata la responsabile della attivazione lipasica, infatti altre specie di Rhodiola non contenenti Rosavina non hanno dimostrato lo stesso effetto. Questa scoperta indica chiaramente che la presenza di Rosavina nell’estratto è un fattore critico nell’attivazione lipasica e quindi nella mobilitazione degli acidi grassi dal tessuto adiposo.
In un altro studio clinico, i pazienti sono stati divisi in due gruppi. Al primo gruppo (133 individui) furono somministrati 200 mg di estratto di Rhodiola rosea ed al secondo gruppo (137 individui) solo un placebo. Dopo trenta minuti di normale cammino sono stati prelevati dei campioni di sangue.

Acidi grassi totali (percentuale)

 

Tempo zero

Dopo 30 min. di cammino

Gruppo di controllo (placebo)

100%

104% ± 1.1

Somministrazione Rhodiola r.

100%

122% ± 1.2

Ancora una volta, come già evidenziato nei precedenti studi clinici, si è determinato un significativo aumento degli acidi grassi (17%) circolanti dopo la somministrazione di 200 mg di estratto. La differenza di contenuto in acidi grassi indica che il gruppo trattato con Rhodiola ha smaltito molto meglio rispetto al gruppo di controllo. E’ chiaro che la somministrazione di Rhodiola rosea stimola la mobilitazione di acidi grassi dal tessuto adiposo aumentando significativamente la funzione energetica metabolica sotto, qualsiasi forma fisica.
L’effetto di Rhodiola rosea sulla riduzione del peso corporeo e sul metabolismo lipidico è stato studiato presso il Georgian State Hospital.
Sono stati somministrati 300 mg di estratto di Rhodiola rosea sotto forma di tre tavolette prima di ogni pasto. Sessanta minuti dopo il pasto è stato chiesto a tutti i pazienti (sia del gruppo trattato che di quello placebo) di camminare per 30-40 minuti. In altri casi i soggetti sottoposti al test sono stati istruiti di mangiare normalmente, evitando solo cibi tipo pizza, patate fritte e dolci.
Il numero totale dei soggetti obesi era di 70 uomini e 60 donne, con età comprese tra i 29 ed i 60 anni (età media 42.2). A tutti sono stati somministrati 300 mg di estratto per 90 giorni. Un gruppo di controllo di 143 pazienti obesi ricevette la stessa dieta, priva di Rhodiola rosea. Il preso medio era di 79.50 Kg all’inizio del test e si ridusse a 70.20 alla fine.  Alla fine del test nel gruppo di sperimentazione vi fu una riduzione di peso di 9 Kg in media, pari all’11%. La percentuale media di grassi all’inizio era pari al 31.07% ed alla fine del test diminuì fino al 25.14%. E’ evidente che la maggior parte della diminuzione del peso era dovuta alla diminuzione dei grassi di accumulo.
La somministrazione di Rhodiola rosea, combinata con moderato esercizio fisico, ha migliorato la diminuzione del peso nel 92% dei casi. Vi fu inoltre un miglioramento dell’umore dei pazienti, una diminuzione delle turbe del sonno e un miglioramento della salute generale.
E’ interessante notare che anche il gruppo placebo ha dimostrato una moderata riduzione del peso corporeo da 78.8 Kg a 75 (-4%).
Attraverso gli anni, molti ricercatori hanno studiato la capacità della Rhodiola di aumentare le prestazioni fisiche. Molti hanno dimostrato gli effetti anabolici della Rhodiola, inclusa la capacità di aumentare le masse muscolari corporee, migliorando il rapporto muscolatura/grasso, ed aumentando i livelli di emoglobina ed eritrociti. Anche la quantità di proteine muscolari e di acido glutammico aumentano in seguito alla somministrazione di Rhodiola.
Tutti i detti fattori indicano che la Rhodiola promuove l’anabolismo del tessuto muscolare.

RHODIOLA ROSEA PER MIGLIORARE LE PRESTAZIONI FISICHE ED INCREMENTARE LO STATO ENERGETICO
La maggior parte delle persone che seguono un programma di riduzione del grasso corporeo può essere impegnata in intensi esercizi fisici. Secondo il ricercatore russo Yakovlev, il modo migliore per incrementare lo stato energetico dell’organismo è l’allenamento quotidiano. In molti casi le persone che perdono peso mediante un intenso esercizio fisico possono essere soggetti ad un estremo senso di fatica e ad un successivo recupero molto lento. Ciò può essere attribuito alla diminuzione delle riserve di ATP.
L’esercizio quotidiano fa aumentare il consumo di energia e conseguentemente l’organismo viene forzato a produrre maggiori quantità di molecole cariche di energia, cioè di Adenosin-trifosfato (ATP) e Creatina fosfato, che rappresentano le due più importanti sorgenti di energia negli organismi viventi.
L’ ATP è generata dalla ossidazione di carboidrati, grassi e proteine. Essa è un composto fosfato ad alta energia ed agisce come donatore di energia libera immediata. Il turnover dell’ATP è estremamente rapido: ogni molecola viene consumata nell’arco di qualche minuto dopo la sua formazione. Secondo il Prof. Albert Lehninger della Johns Hopkins University School of Medicine, un organismo umano a riposo consuma una quantità di energia pari a circa 40 Kg di ATP in 24 ore. Nel corso di un intenso sforzo muscolare, l’energia utilizzata può arrivare ad essere pari a 500 gr di ATP al minuto. La biosintesi dell’ATP può avvenire solamente se essa viene continuamente rigenerata dal suo precursore, l’Adenosin-difosfato (ADP).
La Creatina fosfato è una molecola fosforata che accumula energia, la quale può essere efficientemente trasferita all’ADP e alla fine accumulata come ATP. Alti livelli di Creatina fosfato mantengono quindi alti livelli di ATP durante intensi sforzi muscolari.
Normalmente il glucosio è metabolizzato nei mitocondri cellulari per produrre energia. Gli appassionati di sport e fitness, considerano i carboidrati la migliore fonte di energia, anche se in realtà essi rappresentano una fonte piuttosto povera. Il glucosio è considerato una fonte di energia semplice e veloce.
Gli acidi grassi rappresentano la più ricca fonte di energia, di gran lunga migliore rispetto a quella prodotta dai carboidrati.  Gli acidi grassi sono attivati dalla L-Carnitina prima della loro introduzione nelle cellule, dove questi composti ricchi di energia vengono metabolizzati. L’energia liberata viene alla fine utilizzata per la produzione di ATP e Creatina fosfato.
Gli acidi grassi giocano un ruolo più importante, rispetto al glucosio, nel soddisfare la domanda di energia che si ha durante un esercizio fisico di lunga durata.
E’ stato dimostrato che la Rhodiola rosea è in grado di far significativamente aumentare i livelli muscolari di ATP e Creatina fosfato incrementando i livelli di acidi grassi nel sangue. Questo può in parte spiegare perché la Rhodiola è in grado di migliorare le prestazioni fisiche e la resistenza alla fatica, accelerando anche il seguente recupero dalla fatica.
Analisi fatte sulla concentrazione di ATP nel tessuto muscolare indicano che la somministrazione di estratti di Rhodiola rosea stimolano la sintesi di ATP e di Creatina fosfato ed aumentano lo stato energetico.
Non solo, ma negli stessi studi si notò un miglioramento della vista e della coordinazione motoria.

ATP, rncM/g tessuto

 

Controllo

Rhodiola

Tempo zero

4.78 ± 0.14

4.52 ± 0.19

Nuoto per 30 minuti

3.71 ± 0.11

4.25 ± 0.22

Creatina fosfato, mcM/g tessuto

 

Controllo

Rhodiola

Tempo zero

1.73 ± 0.07

1.61 ± 0.04

Nuoto per 30 minuti

1.00 ± 0.14

1.73 ± 0.09


RHODIOLA - IL MIGLIORE DEGLI ADATTOGENI
Gli adattogeni forniscono le basi per costruire una riserva di energia da utilizzare quando il corpo ne ha più bisogno: estremo sforzo fisico e recupero dalla fatica. Volontari a cui erano stati somministrati estratti adattogeni, dimostravano rapidamente un aumento dell'energia e della resistenza fisica.
Dati ricavati da un esperimento effettuato su atleti maschi in piena salute, indicano che la somministrazione di adattogeni indussero un incremento della resistenza al lavoro pari al 64%, con riduzione dei livelli di acido lattico e della pressione arteriosa.
Attraverso un gran numero di esperimenti condotti su nuotatori, sciatori ed altri atleti, gli scienziati di ogni parte del mondo hanno credibilmente dimostrato il valore degli adattogeni nell'aumentare la resistenza e nell'accorciare il tempo di recupero dalla stanchezza fisica.
Non fu notato alcun effetto collaterale in nessuno dei menzionati studi. Non furono inoltre notati effetti negativi sulla funzionalità corticale, ne sulle ghiandole endocrine.
Uno studio effettuato su persone che eseguivano un lavoro fisico piuttosto pesante, rivelò che quando fu somministrata la Rhodiola, tutti i soggetti testati mostrarono un miglioramento generale dello stato fisico e mentale. Ci fu anche un miglioramento di tutti gli indicatori della funzionalità sistemica (polso, pressione arteriosa, robustezza muscolare, resistenza della mano ad una tensione costante, coordinazione dei movimenti), e ci fu una riduzione della durata del periodo di riposo.
Sulla base dei dati ottenuti, si concluse che l'estratto di Rhodiola è in grado di incrementare la capacità nel lavoro fisico, di diminuire la fatica e di migliorare lo stato generale, fisico e mentale dei soggetti testati.
Per capire meglio l'importante effetto sulle prestazioni fisiche, l'estratto di Rhodiola fu utilizzato da vari atleti in condizioni sperimentali. Durante gli esperimenti effettuati con 112 atleti, l'89% di quelli a cui era stato somministrato l'estratto di Rhodiola, mostrarono un più veloce recupero dalla fatica, una minore apatia dopo il lavoro fisico ed un miglioramento delle prestazioni in sport come: atletica leggera, nuoto, pattinaggio su pista e gare di sci.
La velocità e la resistenza degli atleti erano significativamente migliorate, rispetto al gruppo di controllo al quale era stato somministrato un placebo.
I ricercatori rivelarono inoltre che degli atleti che usavano la Rhodiola, il 69% mostrò un più rapido adattamento alle condizioni climatiche e sociali e l'86% un aumentato appetito. Alla fine dell'esperimento, i soggetti ai quali era stata somministrata la Rhodiola mostrarono un miglioramento dei parametri funzionali: polso, pressione arteriosa, capacità polmonare, robustezza muscolare, resistenza della mano ad una tensione statica, coordinazione dei movimenti, riduzione del periodo di stanchezza, nonché dei tempi di normalizzazione del battito cardiaco e della pressione arteriosa.
Ad esempio, dopo 10 minuti di riposo, il polso era di 67 battiti al minuto per i soggetti che avevano assunto la Rhodiola, mentre nei soggetti del gruppo di controllo era sceso solo ad 86.
Esaminando i cambiamenti della pressione arteriosa durante il periodo di riposo, si confermò che la Rhodiola promosse una migliore risposta del sistema circolatorio all'intenso carico fisico. Non furono osservati effetti collaterali come palpitazioni, disturbi del sonno, perdita di appetito, etc.
Questo studio confermò anche l'aspetto positivo della Rhodiola rosea nel periodo di recupero dalla fatica, compresa una più rapida normalizzazione dei tassi di acido lattico ed urico. Dopo aver assunto l'estratto di Rhodiola, il 69% dei soggetti mostrarono (come già accennato) un più rapido adattamento alle condizioni sociali e climatiche, l'86% un aumentato appetito e il 78% registrò un migliorato adattamento a sforzi fisici intensi.
Fu inoltre condotto un esperimento confrontando l'uso della Rhodiola con quello degli steroidi anabolizzanti. L'effetto della Rhodiola fu comparabile a quello degli steroidi anabolizzanti, senza gli effetti negativi che questi comportano che li rendono pericolosi se assunti per lunghi periodi.
Non si verificò infatti, con l'uso di Rhodiola, alcun indesiderato effetto androgeno, tipico degli steroidi anabolizzanti.
 Sulla base dei vari studi eseguiti dai ricercatori Russi, gli allenatori sportivi hanno spesso consigliato la Rhodiola a molti atleti per migliorare la loro velocità e resistenza, nonché per aumentare il tono muscolare.
Molti studi di laboratorio hanno mostrato gli effetti anabolici della Rhodiola, compresa la capacità di far aumentare il peso corporeo, migliorando il rapporto tra muscolatura e grasso ed incrementando i livelli di emoglobina ed eritrociti. E' stato anche mostrato un aumento della quantità totale di proteine plasmatiche ed una riduzione dell'accumulo di acido urico. Ciò sembra essere dovuto al fatto che, sotto l'azione di questa erba, l'anabolismo muscolare supera in quantità il suo catabolismo, con conseguente maggiore resistenza e migliori prestazioni.
Fu condotto uno studio somministrando una preparazione, comprendente Rhodiola, a qualificati atleti di biathlon, specialità sportiva in cui il concorrente deve sciare per 12 miglia con un fucile sulle spalle, e a tappe stabilite deve sparare ad un bersaglio. Una parte dei soggetti (42 individui di 20-25 anni di età) prese la preparazione contenente 100 mg di estratto di Rhodiola e 2 ml di estratto di Eleuterococco, mentre l'altra parte prese una dose simile di soluzione placebo, 30-60 minuti prima della gara.
La Rhodiola e l'Eleuterococco influenzarono positivamente sia il lavoro fisico, che la velocità di ripresa dalla fatica, (ritorno alla normalità di polso e pressione arteriosa).
Il ritmo del battito cardiaco rappresenta un valido elemento per monitorare la ripresa dalla fatica, e quindi può essere usato come indicatore di adattamento. Trenta minuti dopo la fine della gara, furono misurate le frequenze cardiache di entrambi i gruppi di sportivi. Nel gruppo di controllo la frequenza era il 128.7% rispetto a quella di base a riposo; nel gruppo trattato con Rhodiola era il 104-106%, cioè migliore del 25% rispetto al gruppo di controllo.
Gli atleti ai quali era stata somministrata la Rhodiola ebbero migliori risultati sulla distanza ed un significativo maggior numero di bersagli centrati con il fucile. Le braccia di questi atleti si presentavano ferme, con una minore quantità di tremori. Ciò fu attribuito al fatto che gli atleti trattati erano meno stanchi e presentavano una migliore coordinazione dei movimenti, dopo aver faticato per coprire la distanza tra una tappa e l'altra.

Formula giornaliera per migliorare le prestazioni
Rhodiola rosea (estratto) 100mg.
Eleuterococco (estratto) 30mg.
Schizandra (estratto) 50mg.
L-carnitina 300mg.
Creatina  500mg.

 

Formula energizzante per il controllo del peso
La seguente formula è vivamente raccomandata per risultati a lungo termine. Prendere 1 capsula 3 volte al giorno.

Rhodiola rosea (estratto) 100mg
Rododendro (estratto) 150mg
Alga marrone (estratto) 400mg


LO STRESS
Gli effetti degli eccessi di stress nella vita moderna, possono portare a stati depressivi occasionali o addirittura cronici. Molti meccanismi fisiologici possono spiegare le cause della depressione. La depressione è dovuta ad una complessa interazione di processi fisiologici e psicologici che alla fine culminano con tristezza, indifferenza all'ambiente circostante ed irritabilità. I normali tracciati registrabili durante il sonno vengono alterati, l'appetito e il peso corporeo possono variare in modo considerevole.
I soggetti colpiti si sentono spesso stanchi e trovano difficoltà nel pensare e nel concentrarsi. Spesso queste persone provano vergogna o si sentono colpevoli ed un ricorrente pensiero della morte può occupare le loro menti.
Il 15% circa della popolazione soffre di gravi sintomi depressivi, e l'incidenza aumenta con l'età. Indipendentemente dall'età, la depressione affligge le donne per il doppio dei casi, rispetto agli uomini.
Circa l'80% di tutte le malattie può in un modo o nell'altro trovare come causa o concausa lo stress.
A differenza dei batteri, dei virus e perfino dei tumori, verso i quali il nostro sistema immunitario può contrattaccare, lo stress sopprime l'immunità e distrugge la nostra resistenza verso altre forme di attacchi. Lo stress uccide sopprimendo le resistenze immunitarie e permettendo il fiorire di altre malattie opportuniste e degenerative.
Uno studio condotto nel 1991 e pubblicato in “Psychological Science”, mostrò che alcuni dei più deleteri effetti dello stress sono rilevabili solo in persone ipersensibili allo stress. Ognuno risente dello stress, ma la chiave per resistergli è imparare a non iper-reagire, sia mentalmente che fisicamente.
Molti studi hanno dimostrato i dannosi effetti che lo stress provoca sull'immunità.  Un altro studio trovò che gli studenti mostravano un rischio di contrarre la mononucleosi, molto più alto durante i periodi d'esame che non durante periodi meno stressanti. Bambini esposti ad alti livelli di stress, mostrarono un basso livello immunitario polmonare rispetto  ad altri bambini non stressati.
In definitiva, quando siamo iper-stressati possiamo più facilmente contrarre infezioni da virus e batteri altrimenti opportunisti.
Per migliaia di anni, molti popoli in tutto il mondo hanno usato gli adattogeni (anche se il termine fu coniato solo nel 1947), per aiutare i loro organismi a convivere con lo stress. Le antiche culture riverivano le erbe adattogene per le loro proprietà anti-stress, ma probabilmente mai furono così importanti come ora.
La Rhodiola rosea è probabilmente l'adattogeno meno conosciuto in Occidente, ma forse il più efficace.
E' stato mostrato che la Rhodiola è in grado di normalizzare il sistema immunitario ed i livelli di ormoni glucocorticoidi riportandoli ad un bilancio ottimale. Così, la Rhodiola può aiutare a prevenire, prima che accadano, gli effetti dannosi di un eccessivo o prolungato stato stressante.
Tutte le erbe adattogene possono aiutare a prevenire lo stress e quindi ad agire in modo protettivo sul sistema immunitario, ma la Rhodiola è la migliore.
L'effetto terapeutico della Rhodiola fu espresso in modo più chiaro sugli stati depressivi di origine psicogena e somatogenica. Ad esempio soggetti depressi dopo aver contratto l'influenza, ebbero una diminuzione dei livelli di energia, ed un aumento di sonnolenza durante il giorno. A seguito della somministrazione di Rhodiola vi fu un miglioramento a completare carichi di lavoro fisici ed intellettuali, fin dal 3°-4° giorno di terapia.
Il bersaglio principale della Rhodiola rosea è rappresentato dalle molecole responsabili dello stress, cioè i neurotrasmettitori. Questi sono: serotonina, dopamina, epinefrina e norepinefrina, come anche altre molecole attive a livello encefalico. Ogni neurotrasmettitore possiede delle particolarità peculiari.
La serotonina fu isolata per la prima volta nel 1948 e successivamente identificata nel SNC. E' una delle molecole chimiche più attive dell'organismo, la cui attività è legata alla funzione encefalica. Quella sul cervello, comunque, è solo una piccola parte della vasta attività della serotonina.  Questa molecola, pressoché ubiquitaria, partecipa a molti processi: contrazione muscolare, regolazione della temperatura, appetito, percezione del dolore, comportamento, pressione arteriosa e respirazione.
Nonostante la quantità di serotonina nel cervello sia relativamente modesta, se comparata a quella delle altre parti dell'organismo, la sua importanza sulla funzionalità encefalica non deve essere sottovalutata. La serotonina è chiaramente implicata nella causa di molti disordini, in special modo quelli del SNC: ansietà, depressione, sindrome ossessiva-convulsiva, schizofrenia, obesità, dolore, ipertensione, disordini vascolari, emicrania e nausea.
Le funzioni della serotonina sono numerose ed appaiono legate a: controllo dell'appetito, sonno, memoria e capacità di apprendimento, regolazione della temperatura, umore, comportamento (compreso il comportamento sessuale ed allucinogeno), funzionalità cardiovascolare, contrazione muscolare, regolazione endocrina e depressione. Grazie alla attività vasocostrittrice della serotonina, fu consigliata come possibile trattamento per l'emicrania, dovuta ad una dilatazione dei vasi cerebrali.
La serotonina non attraversa la barriera meningea, quindi la biosintesi serotoninica deve avvenire a livello encefalico, a carico di un aminoacido precursore, il triptofano. Il triptofano viene introdotto nell'organismo con la dieta e quindi attivamente trasportato nel cervello. Il triptofano viene idrossilato tramite l'azione dell'enzima trptofano-idrossilasi, per formare un intermedio, il 5-idrossi-triptofano (5-HTP). Quest'ultimo viene rapidamente convertito da un altro enzima in serotonina.
Fumo, alcol, erbicidi, pesticidi, nitriti e iodio influiscono negativamente sui livelli di serotonina.
Normalmente, le sostanze che hanno un'attività antidepressiva interferiscono sui livelli di neurotrasmettitori del cervello. Gli antidepressivi provocano un aumento dell'attività di tali mediatori sia inibendo la loro riconversione a livello di terminazioni nervose, sia antagonizzando i due enzimi responsabili del catabolismo di queste ammine, cioè gli inibitori della Monoamminoassidasi (MAO) e la Catecolmetiltransferasi (COMT). Gli inibitori delle MAO sono antidepressivi, efficienti nel trattamento della depressione atipica (sintomi vegetativi, ansietà, insonnia iniziale), panico, ansietà, disordini della personalità.

STUDI CLINICI
Studi clinici sulla Rhodiola rosea furono effettuati dalle più importanti università russe e accademie di medicina. Purtroppo i risultati di questi studi furono tenuti segreti per molti anni. Dopo più di 39 anni, finalmente ora abbiamo capito che la più importante ragione di questo “controllo” è data dalla sue straordinarie proprietà medicinali.
Come adattogeno, i ricercatori hanno concluso che la Rhodiola è molto più attiva di altri adattogeni come l'Eleuterococco, il Ginseng, la Schissandra e l'Aralia.
Un positivo effetto terapeutico della Rhodiola fu dimostrato su pazienti con pronunciato stato depressivo di varie origini. Furono osservati 128 individui, di età compresa tra i 17 ed i 55 anni. Dopo la somministrazione di un preparato a base di Rhodiola, fu notato nel 65% dei pazienti una sostanziale diminuzione o una totale scomparsa delle manifestazioni cliniche di depressione. Il miglioramento soggettivo delle condizioni dei pazienti fu confermato sia da un test psicologico, che dall'aumento della produttività lavorativa.
In un altro esperimento, pazienti sofferenti di esperienze paranoiche o di profonde alterazioni emozionali, presero 100 mg. di Rhodiola due volte al giorno per quattro mesi. I sintomi, compresa debolezza generale, aumentata fragilità, sonnolenza diurna e disturbi del sonno notturno, decrebbero o sparirono tutti insieme. Nella maggior parte dei pazienti sofferenti di profonde manifestazioni depressive si rilevò un notevole miglioramento. Essi divennero più sociali ed attivi, ed aumentarono i loro livelli motivazionali.
Questi studi clinici dimostrano che l'estratto di Rhodiola fa diminuire in maniera significativa o addirittura elimina la sintomatologia depressiva.
La depressione è la conseguenza di insufficienti livelli di serotonina, e gli scienziati hanno scoperto che la Rhodiola fa aumentare i livelli di tale ormone nel cervello. Inoltre i ricercatori hanno puntato sul fatto che la Rhodiola gioca un importante ruolo nei processi di biosintesi e conservazione della serotonina ed altri neurotrasmettitori. La capacità che ha la Rhodiola nell'aiutare l'organismo all'adattamento allo stress potrebbe giacere nella sua capacità di innalzare i livelli di serotonina.
La capacità della Rhodiola di agire positivamente sulla depressione ha portato gli scienziati russi ad usarla in combinazione con i convenzionali antidepressivi farmaceutici. L'attività generale dei pazienti e la produttività fisica ed intellettuale aumentarono durante il ricovero in ospedale, mentre gli effetti collaterali associati agli antidepressivi triciclici diminuirono.
La Rhodiola può quindi essere utilizzata come valido e sicuro prodotto in associazione alla terapia antidepressiva convenzionale.
In un altro studio si esaminò l'effetto di una preparazione di Rhodiola rosea su 53 soggetti sani e 412 pazienti affetti da nevrosi, depressione, distonia vascolare vegetativa, ipotonia e schizofrenia.
L'estratto di Rhodiola fu prescritto in dose di 100 mg al giorno, 15-30 minuti prima del pasto. La durata del trattamento variava da un individuo all'altro (da 10 giorni a 4 mesi).
Osservazioni successive dimostrarono in maniera ovvia il raggiungimento di un effetto terapeutico, risultante in remissione della profonda depressione, in pazienti con forme di schizofrenia periodica e paranoica. Questo si manifestò in una riduzione della pigrizia, allargamento della sfera degli interessi, aumento della produttività intellettuale e fisica.
Effetti terapeutici desiderati furono ottenuti anche da pazienti ai quali era stata prescritta una più alta dose di Rhodiola, che mostravano depressione, debolezza muscolare, apatia, sonnolenza, bassi livelli emozionali e alta pressione arteriosa. I sintomi si ridussero dopo la somministrazione di 100-150 mg 2 volte al dì di estratto di Rhodiola. I sintomi continuarono a recedere finché i ricercatori furono in grado di ridurre il dosaggio a 50 mg al giorno.
Ricerche condotte da V. Semko e V.N. Sudakov, suggerirono un'azione di successo della Rhodiola anche su pazienti con disturbi nervosi e mentali originati da cause esterne. L'effetto terapeutico maggiore fu osservato in lesioni post-traumatiche e vascolari del cervello. Su quelli testati, si ebbero i migliori risultati sui casi caratterizzati da medie manifestazioni psicopatiche ed altri disordini intellettuali, quando impegnati in occupazioni relative a lavori creativi [...]


BENEFICI DELLA RHODIOLA ROSEA SU SOGGETTI SANI
Uno studio sugli effetti della Rhodiola effettuato su volontari di età compresa tra i 19 ed i 30 anni, dimostrò che l'estratto di Rhodiola, quando somministrato a soggetti sani, influenza il sistema cardiovascolare, la respirazione ed il tono muscolare in modi differenti. In presenza di polso accelerato, l'estratto di Rhodiola indusse una riduzione nel 53% dei soggetti, causò una insignificante accelerazione nel 20% e non ebbe alcun effetto nel 27% dei casi. La stessa preparazione indusse invece un'accelerazione nel 69% dei soggetti che avevano un basso ritmo del polso.
Gli estratti di Rhodiola rosea sono stati provati essere un valido agente terapeutico in individui apparentemente sani, ma che dimostravano una tendenza all'astenia e alla depressione durante il lavoro. L'astenia è un disturbo psicosomatico caratterizzato da affaticamento mentale e fisico, dispnea, vertigini, dolori al petto e palpitazioni. Ne risentono soggetti esposti a condizioni stressanti, specie se durante intensi sforzi mentali. L'astenia durante il lavoro provoca un maggior assenteismo ed una diminuzione delle prestazioni.
Per testare le proprietà anti-asteniche della Rhodiola, 27 studenti sani, medici e lavoratori in ambito scientifico, di età compresa tra i 19 ed i 46 anni, assunsero estratti di Rhodiola. Il dosaggio era di 100 mg mattina e pomeriggio per 2-3 settimane. In tutti i casi la Rhodiola prevenne fatti depressivi durante gli intensi sforzi mentali. In un esperimento condotto su 52 soggetti che esercitavano un lavoro fisico molto intenso, una preparazione contenente Rhodiola rosea somministrata prima del carico di lavoro, dimostrò un marcato miglioramento del loro stato generale e mentale. Tutti gli indicatori funzionali migliorarono: polso, pressione arteriosa, robustezza dei muscoli della schiena, resistenza della mano ad un carico costante, coordinazione dei movimenti.
Dopo il carico di lavoro, i soggetti evidenziarono un più rapido recupero dalla fatica.

 

BENEFICI SUPPLEMENTARI
AMENORREA

Ci sono due tipi di amenorrea, primaria e secondaria.
Nella amenorrea primaria, le mestruazioni non si sono mai verificate. Nella maggioranza dei casi, ciò è semplicemente dovuto al ritardato raggiungimento della pubertà. In alcuni casi, cause di amenorrea primaria si possono riscontrare in disordini a livello uterino, ovarico o della ghiandola pituitaria.
L'amenorrea secondaria si riferisce a donne che abbiano “saltato” tre o più cicli dopo l'inizio della loro regolare attività mestruale. La più comune causa di amenorrea secondaria è la gravidanza, ma anche stress emozionali, malattie varie, alcune medicazioni e l'uso di contraccettivi per via orale. Un eccessivo esercizio può provocare delle alterazioni del normale ciclo.
N. D. Gerasimova nel 1970 sperimentò l'uso di Rhodiola nel trattamento di pazienti sofferenti di amenorrea. Il test fu effettuato su 40 donne (14 tra i 19 ed i 25 anni di età, 20 dai 25 ai 35 anni di età e 6 oltre i 35 anni di età).
I soggetti lamentavano il disturbo da un tempo variabile tra 5 mesi e 5 anni, in alcuni casi anche da un tempo maggiore. Tutti i pazienti furono sottoposti ad un esame clinico generale e ad una visita ginecologica specialistica.
A tutte le pazienti fu prescritto un estratto di Rhodiola pari ad una dose di 200 mg al giorno (da suddividersi in due somministrazioni giornaliere) per due settimane.
Il trattamento fu ripetuto per due o tre volte nella maggior parte delle pazienti, in alcuni casi per più di quattro volte.
Risultati: le condizioni generali delle pazienti migliorarono in modo significativo. Il ciclo mestruale fu ripristinato in 25 dei soggetti che presentavano amenorrea secondaria di primo grado. Il segno pupillare, assente nella maggior parte dei soggetti prima del trattamento, riapparve all'ottavo-nono giorno di trattamento. La lunghezza dell'utero, che prima della prova si era ridotto in 25 casi, riacquistò la sua normale dimensione. Undici delle 25 donne guarite si ingravidarono.
Rhodiola rosea come afrodisiaco
La Rhodiola rosea è ritenuta da secoli un potente stimolante, e fu spesso usata in molte pozioni d'amore.
Il leggendario principe Ucraino Danila Galitsky (XIII secolo), che aveva una notevole fama di grande amatore, soleva dire che era tutto merito del “Golden root” (radice d'oro), antico nome popolare della Rhodiola rosea. La più gradita forma per l'utilizzo del “Golden root” era quella di una bevanda alcolica. Radici fresche venivano mescolate con alcol al 40% (come ad esempio la Vodka), in uguali proporzioni, ed il tutto veniva lasciato al buio per alcune settimane, in modo da permettere il processo di estrazione. Un cucchiaio da tè del risultante estratto, preso subito dopo i tre pasti principali, per due o tre settimane, era in grado di provocare un significativo aumento delle prestazioni, sia sull'uomo che sulla donna.
Le ricerche cliniche del Dr. Kodkin, hanno dimostrato l'effettiva funzionalità della Rhodiola nel trattamento di alcuni disturbi sessuali nell'uomo. Furono osservati trentacinque pazienti sofferenti di scarsa erezione o eiaculazione precoce (od entrambi). Il problema era presente da 1 a 20 anni, a seconda dei casi. Oltre alla disfunzione sessuale, la stragrande maggioranza dei pazienti presentavano irritabilità, turbe del sonno, eccessiva essudazione. Fu prescritto un estratto di Rhodiola con un dosaggio pari a 100-150 mg al giorno per tre mesi.
Risultati: dopo il trattamento si rilevò un sostanziale miglioramento della funzione sessuale in 26 pazienti. Fu inoltre notata una normalizzazione del liquido prostatico ed un aumento del contenuto di chetosteroidi nelle urine.

INTELLETTO E MEMORIA
Non è ancora chiaramente spiegato l'esatto funzionamento della Rhodiola nell'influenzare positivamente i processi di apprendimento e la memoria. Secondo le teorie correnti, il processo della memorizzazione è controllato dalla interazione di vari neurotrasmettitori a livello cerebrale.
E' ormai conosciuto il ruolo della trasmissione colinergica (neuroni attivati dalla serotonina) durante i processi di apprendimento e la successiva formazione di memoria.
Vi sono però altri importanti neurotrasmettitori, il cui ruolo può essere differente e dipendente dalla natura dell'apprendimento stesso. Ad esempio è stato verificato che alcuni animali, ai quali era stato diminuito il livello di serotonina, non mostravano alcun significativo cambiamento nella capacità di apprendere. Altri animali mostravano addirittura un migliorato stato apprenditivo. Alcuni ricercatori hanno trovato che una moderata diminuzione del neurotrasmettitore norepinefrina, determina un miglioramento dell'apprendimento e della memoria.
Studi successivi hanno mostrato che il salidroside (una delle sostanze attive presenti nella Rhodiola) provoca una moderata diminuzione dei livelli di norepinefrina e dopamina nel cervello. La Rhodiola è quindi in grado di modulare i livelli di norepinefrina, che gioca un ruolo chiave sulla risposta allo stress.
Risultati: preparazioni di Rhodiola sono state prescritte per stimolare il lavoro intellettuale. La Rhodiola rosea si è dimostrata valida contro le situazioni di scarsa energia e affaticamento, spesso provati durante il pomeriggio. E' stato riscontrato, su modelli animali, che essa è in grado di attivare la produzione endogena di Creatina fosfato e di ATP nelle cellule del cervello.

Effetti degli estratti di Rhodiola rosea sull'ATP e Creatina fosfato (microM/g) a livello cerebrale.

Creatina fosfato  ATP
Controllo Rhodiola Controllo  Rhodiola
Tempo zero  0,38 ± 0,01 0.35 ± 0,01 1,86 ± 0,07 1,83 ± 0,11
60 minuti 0,38 ± 0,01 0,40 ± 0,01 1,86 ± 0,03 1,95 ± 0,09


A causa della combinazione fra proprietà psicostimolanti ed adattogene, l'estratto di Rhodiola si è dimostrato un valido agente terapeutico nel trattamento di soggetti che tendevano a depressione dovuta ad un aumentato carico di lavoro intellettuale. Per prevenire la depressione, 27 individui di 19-46 anni di età (studenti, medici e lavoratori in ambito scientifico) in apparente stato di salute, assunsero l'estratto di Rhodiola per 2-3 settimane. Il dosaggio fu stabilito a 100 mg tre volte al giorno, iniziando la terapia preventiva parecchi giorni prima dell'intensificazione del lavoro intellettuale. Essa poi continuò per tutto il periodo di intenso lavoro.
Risultati: in tutti i casi, l'estratto di Rhodiola prevenne le reazioni asteniche che altrimenti si sarebbero verificate durante la prolungata e stressante attività intellettuale. Un altro studio fu condotto utilizzando un test basato sulla cosiddetta “tavola di Anfimov”. La tavola di Anfimov offre la possibilità di ottenere risultati comparabili sulla qualità e quantità di lavoro prestato.
120 studenti tra i 20 ed i 28 anni di età furono sottoposti al test per due volte, una prima di assumere la preparazione di Rhodiola e l'altra un'ora dopo l'assunzione stessa. Al gruppo di controllo fu somministrata una soluzione simile all'apparenza, ma non contenente la Rhodiola.
Il test consisteva nel correggere alcune bozze.
Risultati: si dimostrò chiaramente la capacità della Rhodiola di innalzare le prestazioni intellettuali. Nel gruppo di controllo la quantità di simboli corretti subito prima e un'ora dopo la somministrazione del placebo fu insignificante, mentre la percentuale degli errori fatti aumentò. Nel gruppo trattato si ebbe invece un effetto di stimolazione della attività intellettuale: nell'86% dei soggetti il numero dei simboli corretti aumentò del 5-7%, mentre il numero degli errori fatti diminuì del 3-5%. La qualità del lavoro era dipendente dalla fatica che si accumulava durante lo svolgersi del test e la Rhodiola si dimostrò efficace nell'aumentare la resistenza a tale fatica.
Per testare la durata dell'effetto, i ricercatori osservarono il gruppo trattato anche due, tre, quattro, sei, otto e 24 ore dopo il trattamento.
Dopo un'ora il gruppo di controllo mostrò un aumento degli errori fatti pari al 13%. Alla quarta ora tale numero aumentò fino al 37%, alla sesta ora fino all'88% e all'ottava ora addirittura fino al 180%. Il gruppo trattato con Rhodiola si osservò una diminuzione del numero degli errori fatti pari al 56%, e questo effetto perdurò per circa quattro ore. Successivamente la percentuale degli errori fatti aumentò, ma in maniera inferiore rispetto al gruppo di controllo.

 

Formula e dosaggio giornaliero per le prestazioni intellettuali
Estratto di Rhodiola rosea 300mg.
Estratto di Ginkgo biloba 150mg.


UDITO
Anche la capacità della Rhodiola di influenzare l'organo uditivo fu ampiamente studiata. La sperimentazione fu eseguita su 19 individui sani impiegati in un impianto di produzione di articoli elettromedicali e su 3 piloti sovietici.
Prima dell'esperimento in tutti i soggetti fu riscontrata una diminuita conduzione dei suoni sia a livello osseo che attraverso l'aria. Tali due tipi di conduzione si misurano per valutare la capacità uditiva tramite cuffie (aria) e tramite un vibratore appoggiato sull'osso mastoide dietro l'orecchio (ossea). Una conduzione minore corrisponde ad una diminuita funzione auditiva.
I soggetti testati assunsero 100 mg di estratto di Rhodiola due volte al giorno per due settimane. Durante tale periodo furono testate le capacità uditive per via aerea e via ossea.
Alla fine del periodo di sperimentazione tutti i 22 soggetti mostravano un aumento della conduttività sonora pari a 10-40 decibel.
Come la Rhodiola agisca nel migliorare la funzione uditiva è tuttora ignoto, ma sembra poter essere attribuita alla capacità della droga di innalzare i livelli encefalici di serotonina. Alcuni studi hanno dimostrato che la somministrazione intracerebrale di serotonina provoca un sostanziale aumento della reattività del cervello alla stimolazione sensoriale.
Nel 1966, V.F. Oleynichenko investigò la capacità che la Rhodiola e l'Eleuterococco hanno nell'influenzare gli organi dell'udito. L'esperimento fu eseguito su 6 piloti e 37 individui che lavoravano in un ambiente molto rumoroso (100-180 decibel). Fu testata la sensibilità ad una parlata sussurrata e normale.
Furono quindi prescritti 100 mg di estratto di Rhodiola e 100 mg di estratto di Eleuterococco, da assumere due volte al giorno per 2-3 settimane. 19 lavoratori e 3 piloti assunsero la Rhodiola, mentre gli altri 18 lavoratori e 3 piloti assunsero l'Eleuterococco.
Risultati: in tutti i soggetti, prima del test, si riscontrò una diminuita capacità conduttiva dei suoni, sia aerea che ossea, variabile da individuo a individuo. In particolare, in 15 persone si rilevò una totale assenza uditiva dei suoni compresi tra 4.000 e 10.000 Hz.
Alla fine del test la conduttività, sia aerea che ossea, migliorò in tutti i 22 soggetti a cui era stata somministrata la Rhodiola. In particolare migliorò di 10-20 decibel in 20 soggetti e 30-40 decibel in due soggetti. Sui toni ad alta frequenza si ebbe un miglioramento di 10 decibel in 9 soggetti, di 30-40 decibel in tre e rimase inalterata in 10 individui. La conduttività ossea per tutte le frequenze migliorò di 10-30 decibel in 9 soggetti e rimase inalterata in 13 individui.

MALATTIA DI PARKINSON
La malattia di Parkinson è una condizione degenerativa del cervello che si verifica in media in un caso ogni 200 persone, all'età di circa 50 anni. La malattia causa debolezza muscolare ed interferisce con la capacità di parlare, camminare e con la normale attività quotidiana. Normali quantità di dopamina determinano una normale funzionalità encefalica, mentre bassi livelli della stessa provocano disfunzioni al cervello.
Risultati scientifici dimostrano che esiste una correlazione tra il livello di dopamina e due dei più importanti mali del sistema nervoso centrale: la schizofrenia ed il morbo di Parkinson.
I gangli basali interagiscono nel controllo dei movimenti e sono controllati dal neurotrasmettitore dopamina, che è trasportata dalla substantia nigra.
Nel morbo di Parkinson la degenerazione della substantia nigra è dovuta ad un ridotto apporto di dopamina, mentre l'acetilcolina diventa abbondante e superattiva. Nel cervello normale le due sostanze sono sempre bilanciate.
Risultati: La somministrazione di Rhodiola determina un aumento del livello di dopamina nel cervello e fu dimostrata una sua efficacia nel trattamento delle condizioni pre-parkinsonsiane (Parkinsonismo). La Rhodiola rosea fu in grado di contrastare gli effetti più evidenti del Parkinsonismo, come astenia e ipotensione.

SOMMARIO DEI BENEFICI
Assoluta mancanza di abitudine o assuefazione in tutte le sperimentazioni.
Efficacia come stimolante in casi di affaticamento (in individui apparentemente sani) ed in pazienti sofferenti di stati di stress e depressione.
Efficacia in individui apparentemente sani che esibivano una certa tendenza a rapidi cambi di umore.
Efficacia nella ripresa dalla stanchezza dopo prolungati carichi fisici o sforzi molto intensi.
Efficacia nella prevenzione dei disturbi sessuali, specialmente quelli in grado di portare all'impotenza.
Attivazione dell'enzima ormono-sensibile lipasi, e conseguente rimozione dei grassi dai loro depositi (tessuto adiposo).
Stimolazione della riduzione di peso in soggetti sani ed obesi.

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