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Tinture Madri (TM) e le Tinture Classiche

T.M. (TINTURE MADRI) ED TINTURE CLASSICHE 

Uno dei sistemi più moderni e più facilmente utilizzabili per fare della fitoterapia è quello di rivolgersi agli estratti alcolici (detti anche idroalcolici) delle piante medicinali.
Considerando il nostro attuale ritmo di vita, ci accorgiamo molto spesso che è impossibile dedicare anche solo pochi minuti alla preparazione di un infuso. Infuso che non sempre risponde alle nostre aspettative, in quanto la droga usata non corrisponde più ai requisiti necessari.
Esiste infatti il problema della conservazione delle droghe vegetali per le quali si pone in discussione il vantaggio o meno di disinfestarle all’origine con mezzi chimici. Da ciò, scaturisce il problema della conservazione nel luogo di vendita, dove le piante medicinali, anche se giunte in condizioni ottimali, possono subire modificazioni dei loro principi attivi per azione dell’umidità, del calore e dei parassiti.
Nei tempi passati, ed ancora oggi, si ricorre spesso agli estratti alcolici di piante medicinali: ad esempio le tinture vegetali.
Esse non sono altro che delle preparazioni liquide risultanti dall’azione solvente di alcol a determinato grado su droghe vegetali.
In tutte le farmacopee è riportato un certo numero di monografie di tinture vegetali, delle quali è ben specificato il rapporto droga/alcool, il grado alcolico e la parte di pianta secca medicinale o droga che deve essere utilizzata. Inoltre viene definito il metodo estrattivo, il tempo di estrazione ecc. In ogni monografia si danno gli estremi per i controlli del prodotto finito come ad esempio: il controllo sul grado alcolico, sul residuo secco e la densità relativa; se ne danno infine anche le modalità e i tempi di conservazione.
La tintura vegetale offre notevoli vantaggi rispetto alla pianta secca come tale. Non dobbiamo dimenticare che la materia prima per la sua preparazione è proprio la pianta secca chiamata nel linguaggio corrente “droga”. Nel processo di essiccazione anche se ben eseguito, la pianta può perdere parte di alcuni componenti che, anche se non essenziali, contribuiscono a costituire il fitocomplesso ad azione sinergica.

In questo ultimo decennio, sono state riprese in considerazione le Tinture Madri, cioè le tinture che servono come base di partenza per la preparazione dei prodotti omeopatici. Le tinture madri (T.M.) si preparano macerando in alcool, a determinata gradazione, piante fresche o parti di esse. Le piante secche o quelle stabilizzate vengono utilizzate solo quando le distanze dal luogo di provenienza possono indurre nel vegetale delle modificazioni chimiche tali da renderlo inutilizzabile.
Le monografie per la preparazione e i controlli su tali tinture sono riportati in molte farmacopee europee e di altri paesi (Stati Uniti, Brasile, India, ecc.).
E’opportuno sottolineare che nell’ambito della stessa Europa vi sono due metodologie diverse per la preparazione delle T.M. e cioè la metodologia Francese e quella Tedesca. La scuola francese stabilisce che leT.M. devono essere preparate da piante fresche, per quanto possibile e macerate in alcool di determinato grado alcolico in modo da avere un rapporto ponderale fra la pianta disidratata e la tintura ottenuta di 1/10.
La scuola tedesca, invece, si basa sul tenore in succo della pianta fresca ed in base alla quantità di succo presente nella pianta, dà diversi metodi di preparazione e rapporti ponderali con il solvente. Oltre a ciò la scuola tedesca ammette di norma l’utilizzazione di piante secche e anche di piante congelate.
Noi tuttavia restiamo legati ai canoni della scuola francese, che da alcuni anni ha ufficializzato, nel volume “Pharmacotechnie et monographies des médicaments courants” la metodologia per la preparazione delle T.M.
Tale opera è nata dalla collaborazione scientifica dei diversi laboratori omeopatici francesi, i quali si sono adeguati, in linea di massima, alle disposizioni della Farmacopea Francese.
Pur non avendo ancora il carattere ufficiale di farmacopea omeopatica questa opera è una guida sicura e definitiva per la preparazione delle T.M.
La preparazione delle T.M. avviene dunque partendo da piante fresche, cresciute nel loro habitat naturale e raccolte nel loro periodo balsamico.
Prima di tutto si procede ad un esame botanico di riconoscimento della pianta, ad una sua pulitura e tagliatura. Contemporanemente un campione viene messo in stufa a 100-105° fino al raggiungimento del peso costante.

A questo punto si inizia il processo di macerazione ponendo la pianta in una miscela di alcool e acqua in modo da ottenere una tintura che abbia il grado alcolico richiesto dalla monografia ad un rapporto fra solvente e pianta riportata allo stato disidratato che sia generalmente di 1/10 (10%). La macerazione deve prolungarsi per circa 21 giorni in recipienti neutri. Nella fase finale si procederà ad una decantazione del liquido, ad una prima filtrazione e successivamente ad una spremitura sotto pressione costante del residuo, dopo aver riuniti i due liquidi si procederà alla filtrazione finale e all’aggiustamento del titolo alcolico, se la monografia lo richiede.
Anche per le Tinture Madri come per le tinture classiche, abbiamo dei controlli finali più o meno importanti a seconda dei principi attivi contenuti nella pianta.
Sono questi dei controlli molto particolareggiati tendenti ad individuare prima di tutto i caratteri organolettici della tintura.
Inoltre vengono dati gli estremi per la identificazione dei principi attivi della pianta, sia dal punto di vista chimico analitico che cromatografico.
Infine vi sono i saggi per l’alcool e il residuo secco.
Se la tintura è stata ottenuta da piante contenenti alcaloidi, la monografia ci dà le indicazioni esatte per verificare e per dosare tali principi. Possiamo averne un esempio con la tintura di boldo, dove il controllo della presenza della boldina
viene fatto per raffronto con una soluzione campione contenente l’alcaloide stesso.

Nella tabella che segue è possibile notare alcune differenze fra le tinture classiche e le tinture madri.
La differenza più importante fra i due prodotti è senza dubbio il materiale di partenza: nella tintura classica esso è rappresentato dalla droga secca, mentre nella tintura madre è rappresentato dalla pianta fresca.
Questo ci pone subito davanti all’interrogativo se la T.M. non conservi in maggiore quantità o più integri i principi attivi della pianta in toto, essendo la stessa utilizzata allo stato fresco, pur tenendo conto dei limiti estrattivi dell’alcol riguardo a taluni principi attivi.
Un’altra considerazione la si può fare riguardo al grado alcolico che nelle T.M. è nettamente più basso. Questo permette probabilmente una migliore estrazione di sostanze che potrebbero essere degradate da una gradazione alcolica più elevata.
Anche il prolungamento a 21 giorni del contatto fra le piante e il solvente è da ritenersi positivo per un migliore esaurimento della droga.

CONFONTO FRA TINTURE CLASSICHE E TINTURE MADRI

  TINTURE F.U.
(classiche)
TINTURE MADRI
(“sauches” omeopatiche)
TITOLO 20% (in genere)
10% droghe eroiche 
10% (in genere)
5% raro (es. Calendula)
MATERIA PRIMA Droga secca
pianta secca o parte di pianta secca            
droga fresca
pianta secca (rare eccezioni)
pianta stabilizzata (rare ecc.)
GRADAZIONE 60% (in genere)
70% droghe eroiche (alcaloidi)
80% sostanze resinose
45%-65% (in genere)
90% raro (es. Capsico)
METODO ESTRATTIVO Macerazione alcoolica
Percolazione alcoolica
Macerazione alcoolica
TEMPO DI ESTRAZIONE circa 7 giorni circa 21 giorni
FASI FINALI Spremitura
filtrazione
Decantazione
titolo alcoolico determinato
decantazione
spremitura (sotto pressione costante)
filtrazione
titolo alcoolico Ndeterminato

CONTROLLI FINALI SECONDO MONOGRAFIA

 

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